Punti di forza
- La gricia e' preparata seguendo la ricetta tradizionale, guanciale croccante e pecorino che manteca bene
- Fiori di zucca fritti leggeri e asciutti, impanatura sottile che non copre il sapore del fiore
- Trippa alla romana ben pulita e cotta, sugo di pomodoro equilibrato
- Posizione strategica vicino ai monumenti ma con atmosfera da osteria di quartiere
- Rapporto qualita'-prezzo onesto per la zona, fascia 20-30 euro accessibile
Da migliorare
- La cottura della pasta risulta a volte troppo al dente, quasi dura
- Il servizio rallenta nelle ore di punta, specie durante il pranzo
- L'ambiente interno e' piuttosto spartano, arredi che mostrano l'eta' senza fascino vintage
- La cheesecake ai frutti di bosco stride con il resto del menu, ingredienti industriali
Il verdetto di Sluurpy
Mi sono seduto in una sala che profuma di storia ma che fatica a trasformarla in fascino. Ho ordinato lo spaghettone alla gricia: il guanciale aveva la giusta rosolatura, croccante fuori e scioglievole dentro, ma la pasta arrivava troppo dura, quasi cruda nel cuore. Il pecorino mantecava discretamente, creando quella cremosita' che ci si aspetta. I fiori di zucca fritti invece erano eccellenti, leggeri come dovrebbero essere, con una pastella che non copriva il gusto delicato. La trippa alla romana rispettava la tradizione, ben pulita e morbida. Peccato per il servizio lento e per quei dolci fuori contesto. Un locale che vive di rendita sulla posizione e sul nome storico, ma che potrebbe fare meglio con piu' cura nei dettagli. Ci torno? Se sono in zona e ho voglia di una gricia senza troppe pretese.
