Punti di forza
- I ravioli fatti a mano da Isa hanno una sfoglia sottilissima e un ripieno che cambia con le stagioni, dal brasato ai funghi porcini
- Il tartufo bianco d'Alba viene lamellato generosamente sulla pasta fresca, con un profumo che riempie la sala e la memoria
- Il flan, piatto della tradizione piemontese, e' preparato con una cremosita' e un sapore che pochi agriturismi raggiungono
- Il vino prodotto in cascina accompagna i piatti con una spontaneita' e una freschezza che nessuna enoteca puo' replicare
- L'accoglienza di Isa trasforma il pranzo in un'esperienza familiare: non sei un cliente, sei un ospite a casa sua
Da migliorare
- Gli orari di apertura non sono pubblicati chiaramente online, ed e' necessario telefonare per prenotare e verificare la disponibilita'
- La cascina non e' semplicissima da raggiungere senza auto, e la strada comunale richiede attenzione
- L'offerta, pur eccellente, cambia a discrezione di Isa: chi cerca un menu fisso potrebbe restare spiazzato
Il verdetto di Sluurpy
Ho percorso una strada sterrata tra le colline di Acqui Terme, con i filari di vite da un lato e il silenzio dall'altro. La Cascina La Maggiora e' apparsa come una cartolina piemontese: muri di pietra, galline nel cortile, un gatto che dormiva al sole. Isa mi ha accolto sulla porta e mi ha fatto sedere in una sala con il camino acceso. Non c'era menu. C'era quello che Isa aveva cucinato quel giorno. I ravioli al brasato, tirati a mano quella mattina, avevano una sfoglia che si scioglieva in bocca. Il tartufo bianco, lamellato al momento, aveva un profumo che non si puo' descrivere ma solo ricordare. Il flan era vellutato, con una nota di noce moscata che lo rendeva unico. Il vino della cascina, versato dalla bottiglia senza etichetta, era fresco e sincero. Il conto era una frazione di quello che avrei pagato in un ristorante stellato per un'emozione inferiore. La Cascina La Maggiora non e' un agriturismo: e' la ragione per cui gli agriturismi esistono.
